Amadriadi – Michele Ifigenia Colturi
25 luglio 2026 – 18:30
Alpe Montuccia
Veglio
Un’evocazione visiva si intreccia allo spazio urbano contemporaneo: la figura delle Amadriadi diventa un espediente per offrire allo spettatore un momento di sospensione. Le Amadriadi, creature mitologiche indissolubilmente legate agli alberi, vivono e muoiono con essi. Tra il verde emerge così un corpo capace di ondeggiare al vento, di radicarsi, di trasfigurarsi, portando con sé un fascino antico eppure sorprendentemente presente. Forse è proprio in questa apparizione, in questa possibilità di metamorfosi, che si rinnova continuamente la relazione tra l’uomo e la natura.
[…]un torpore pesante prende i suoi arti, il tenero petto viene cinto da una corteccia sottile, i capelli si dilatano in fronde, le braccia in rami, il piede prima tanto veloce si fissa in salde radici, la cima di un albero prende il posto del volto, soltanto il fulgore rimane in quella. Ovidio, Metamorfosi
Credits
Coreografia: Michele Ifigenia Colturi
Dramaturg: Ciro Ciancio, Riccardo Vanetta
Aiuto e supporto logistico: Rocco Mancini
Supporto tecnico: Riccardo Vanetta
Performers: Enzina Cappelli, Valeria Petroni, Martina Di Prato
Suono: Tarek Bouguerra
Produzione: Aiep Ariella Vidach e Triennale Teatro Milano